Dal 1700 al 2012, il viaggio in prima classe di una ristrutturazione d’eccellenza

30 maggio 2012 Lascia un commento

Eccoci qua, nuovamente alle prese con la nostra Casa Green. Le cose apparentemente pare si stiano evolvendo e a breve riusciremo ad avere un’idea più chiara se il progetto potrà proseguire nel suo percorso. Nel frattempo ci siamo portati avanti incontrando i nostri professionisti e siamo arrivati a far visita al nostro caro Paolo, Ingegnere termotecnico e titolare della omonima Canavese Impianti. Siamo stati invitati a casa sua per conoscere più da vicino la sua opera, un rustico del 1700 riportato a prestazioni energetiche di alto livello, dopo un intervento di ristrutturazione pilotato dagli architetti Roatta, professionisti ricercati per il loro grado di esperienza in ambito energetico.

Un vero e proprio spettacolo architettonico, un perfetto mix tra il rustico ed il moderno, curato nei minimi particolari, come è possibile intravedere dalla foto appena mostrata. L’intervento è stato impegnativo, non solo dal punto di vista economico, ma anche da punto di vista lavorativo, durato diversi anni per la cura con la quale è stato modernizzato e riportato allo splendore del nuovo.

Per questo intervento è stata assegnata loro, una targa di riconoscimento per il livello di classe energetica raggiunto, un risultato straordinario, unico in piemonte e probabilmente tra i più significativi sul panorama nazionale. Dal punto vista del risparmio energetico, sono stati fatti interventi mirati utilizzando sistemi tra i più all’avanguardia, il tutto monitorato da un sistema di misurazione che abbiamo già accennato in articoli precedenti per comparare il comfort tra le varie tipologie di impianti di riscaldamento. Sentiremo più da vicino sia Paolo che gli architetti Martino e Maurizio, per farci dare da loro alcuni dettagli più approfonditi, sulle scelte adottate per gli isolamenti, soluzioni ai ponti termici, tipologie di impianti.

Cotto e pavimenti antichi, ristrutturazioni moderne in bioedilizia antica

23 maggio 2012 Lascia un commento

Siamo ritornati dal nostro amico Marco, proprietario di quello splendido rustico dalla vista mozzafiato, situato nel cuore del Roero. Siamo tornati a curiosare e vedere gli ultimi interventi della ristrutturazione per riproporvi alcuni particolari da lui adottati per le pavimentazioni.

Siamo partiti dal cotto in cucina, rimesso a punto dopo un lungo e faticoso lavoro di pulizia, recuperato in qualche vecchio cascinale e riutilizzato qui, per dare una personalità rustica ed accogliente all’ambiente sicuramente più utilizzato e calpestato di tutta la casa. Bellissime le tonalità irregolari che contraddistinguono la sua autenticità e in un certo senso raccontano la storia ormai trascorsa di chissà quali decenni.

Addentrandoci più nella parte abitativa ecco nel bagno un’inaspettata sorpresa. Un pavimento in piastrelle oserei dire quasi in stile vintage, ricercato da Marco per dare un tocco di modernità restando in tema di antichità. Una piastrella ritrovata in chissà quale altro luogo e di chissà quanti anni, riutilizzata per il ‘bagno di tutti i giorni’, quello che per comodità o posizione logistica della casa, alla fine rimane quello solitamente più utilizzato. Lascio a voi apprezzare la scelta dei colori, ma vogliamo sottolineare l’abbinamento del rigolino in coccio pesto dal colore caldo e deciso, per unirsi con armonia alla parete di intonaco in terra di cui abbiamo già parlato, una tecnica antica riutilizzata da Marco.

Un’altro particolare da lui sottolineato sono questi soppalchi, veri e propri parquet a mezz’aria, realizzati con listelli in legno massello inchiodati l’uno all’altro in modo verticale e successivamente piallati a formare un vero e proprio soppalco il legno massello. Aggiungeva Marco che purtroppo questa è una tecnica sempre più rara, uno per la particolarità e la complessità di realizzazione, due per il costo; senza dubbio un bell’impatto estetico.

Ecco giunti in camera da letto e la scelta non poteva essere che condivisa a pieno. Legno, rigorosamente non trattato ma ‘al naturale’, formato da listelloni di dimensioni medio grandi, una realizzazione Tolin, azienda che speriamo di potervi presentare meglio più avanti. Anche in questo caso ci ha colpito la sua attenzione alla naturalezza del legno, rigorosamente trattato con oli naturali, per la salubrità assoluta della stanza in cui mediamente ci si trascorre un terzo della nostra vita.

Per finire, visto che si è parlato di aree calpestabili, seppur fuori dal tema pavimenti, non potevamo non mostrarvi questa scala, un dettaglio che ci ha lasciato a bocca aperta. Assoluta semplicità in stile contemporaneo, ma impressa dal fascino antico del ferro arrugginito. Una realizzazione in Corten, un materiale sempre più utilizzato in edilizia moderna con un apparente effetto ruggine, ma con superficie liscia e cosa importante, realizzato senza l’ausilio di acidi come nel caso del ferro ad effetto anticato.

Bene, dopo questo spettacolare ‘tour’ in quello che avevamo amichevolmente definito l’olimpo, vi lasciamo con uno scatto esterno di questa splendida casa, la torre a 3 piani dalla quale vi assicuro, si rimane senza fiato.

A proposito, già diversi lettori mi hanno chiesto chi è Marco? Bhè, oltre ad essere una splendida persona, spero di non offenderlo nel definirlo ‘un pioniere della bioedilizia old school’. Un ‘piccolo grande’ rivoluzionario del mondo edile, un costruttore ormai ‘stanco’ delle imponenti opere in cemento armato e che pare abbia deciso di riportare alla luce i più antichi sistemi costruttivi, percorrendo quello che a mio avviso è un filone parallelo che si potrebbe definire la radice della bioedilizia moderna.

Riscoprire l’intonaco in terra e argilla – La bioedilizia del futuro

30 aprile 2012 1 commento

Dopo un periodo di inattività sul blog in attesa di fare delle scelte sul destino della nostra casa green, siamo tornati a Monticello, in quella casa che io e l’architetto Luca, abbiamo famigliarmente battezzato ‘Olimpo’. Perchè questo nome? Basterebbe poter ammirare di persona questo capolavoro in bioedilizia moderna, per rendersi conto che metaforicamente parlando, sarebbe il nome più appropriato.

L’avevamo già citata in precedenza, in occasione del primo incontro con Marco. Ero già venuto lo scorso autunno a visitare questo splendido cascinale ristrutturato nel cuore del Roero. Una vista mozzafiato, verde tutto intorno di vigneti, boschi e noccioleti, immerso nell’abbraccio dalle alpi tra Bisalta ed il Monviso, più lontano il Rosa, il Bianco e così via, fino a perdersi con lo sguardo nella piana immensa.

Oggi però vogliamo sottolineare quello che al primo impatto ci ha colpiti di questa casa, ed Anna, lo ha confermato entrando in cortile esprimendosi così: ‘bello! Questo colore per la nostra casa mi piacerebbe davvero tanto, caldo ed accogliente’. Si riferiva all’intonaco in terra delle pareti esterne, per cui è stata utilizzata la medesima estratta durante gli scavi. Marco ci scherza, ma come dargli torno quando dice ‘l’ingrediente base ce l’avevo in casa’.

Qui di seguito vi lasciamo alcuni scatti delle tonalità di terra che si possono trovare tra Langhe e Roero.

Nell’Ufficio di Marco

Nel Salotto (misto paglia)

Il lavandino di un Bagno

In camera da Letto

In corridoio

Per le Scale

Insomma, è facile immaginare quale attrazione fatale possa esser nata tra 2 amanti del green building come me ed Anna e questa antica tecnica costruttiva che hanno smesso di utilizzare almeno un secolo fa e riportata alla luce dal nostro ambizioso impresario Cuneese. Terre di provenienza da 6 aree geografiche diverse della Langa e del Roero, per dare vita alle più incredibili sfumature di colori naturali, con tonalità rosse dell’argilla e sfumature verde-blu del tufo, capaci di lasciarvi senza parole.

Marco ne parla con così tanto amore, che abbiamo sentito entrando in ogni stanza la passione utilizzata nell’impasto di questi intonaci in terra cruda per ricreare un’assoluta naturalezza all’interno della sua casa. Avremo occasione di tornare a parlare nuovamente di Lui per presentarvi altri incredibili accorgimenti utilizzati in questa ristrutturazione, magari coinvolgendo qualcuno che sia in grado di spiegarceli in modo più tecnico ed approfondito.

E-Cat e Fusione fredda, il futuro dell’energia sostenibile

30 marzo 2012 Lascia un commento

Si sente parlare ormai da mesi di e-cat e fusione fredda e non credo che molti, me compreso, abbiano bene chiaro quale sia il funzionamento di quest’ultima straordinaria scoperta della tecnologia moderna. Il progetto è firmato ancora una volta made in Italy ed i meriti dell’invenzione vanno a 2 italiani, l’ingegner Rossi e Focarci, ritenuti i ‘padri’ della tecnologia che sarebbe in grado di produrre energia elettrica in modo assolutamente pulito e apparentemente senza limiti di esaurimento.

Se davvero così fosse, questa invenzione segnerebbe l’inizio di una nuova era dell’energia pulita e cosa ne sarebbe di tutto ciò che è stato fino ad oggi? Centrali idroelettriche, a carbone, ma anche il più moderno sistema di pannelli fotovoltaici, nessuno è in grado di affermarlo con certezza, ma è chiaro che gli interessi economici che ruotano intorno a questo progetto, sono di un’importanza tale che nessuno di noi ad oggi è in grado di quantificare. Ci siamo documentati meglio sullo stato di avanzamento del progetto, ma purtroppo le notizie disponibili ad oggi riteniamo essere ancora poco attendibili.

Quale sarebbe il funzionamento alla base di questo ingegnoso apparecchio in grado di produrre ‘energia pulita ed infinita’? Alla base della produzione di energia, si parla di fusione nucleare a bassa energia, controllata attraverso particolari reagenti chimici in grado di mantenere una temperatura piuttosto bassa a differenza di ciò che avviene all’interno dei reattori nucleari ad oggi esistenti. Per sintetizzare in parole più semplici, il concetto è quello di una reazione di natura nucleare che per avvenire, non necessita ne di pressioni ne di temperature elevate.

Abbiamo così rintracciato una spiegazione semplificata del docente di fisica nucleare dell’università di Milano, autore della ‘teoria coerente sulla fusione fredda‘ il quale spiega che due cariche positive in natura si respingono e per contrastare tale repulsione esiste il metodo delle alte temperature (fusione nucleare che tutti conosciamo), oppure inserendo tali nuclei in una matrice metallica come l’esempio del palladio, che sarebbe in grado di avvicinare così tanto le due particelle, tando da dare il via ad una fusione delle particelle stesse.

L'invenzione della fusione fredda

Dopo la notizia dei primi esperimenti avvenuti oltre 20 anni orsono, l’ingegner Rossi e Focardi realizzano quindi un catalizzatore di energia, ciò che ad oggi è divenuto famoso sotto il nome di e-cat, che utilizzerebbe infatti due componenti piuttosto comuni e semplici da reperire come il nichel (le vecchie 100 lire in moneta) e l’idrogeno. Questa reazione, necessiterebbe infatti di una minima energia per lo spunto, ma una volta attivato sarebbe in grado di mantenersi con una quantità minima di energia e sarebbe in grado di produrre serenamente circa 10 Kw ogni ora di funzionamento, 30 volte superiore a quella immessa per il funzionamento dell’apparecchiatura stessa.

Dunque ci chiediamo quali siano le ragioni per le quali sino ad oggi questa straordinaria invenzione sia stata tenuta all’oscuro di tutti noi. Purtroppo la risposta crediamo sia una sola e porti il nome di ‘denaro’. Questo apparecchio sarebbe quindi in grado di superare tutte le tecnologie sino ad oggi conosciute? Non è facile rispondere, ma si parla di possibili e potenziali applicazioni anche nel semplice uso domestico e questo significherebbe riduzione drastica di molti problemi legati all’inquinamento e surriscaldamento terrestre delle centrali idroelettriche e carbone, oltre al pericoloso sistema di produzione di energia nucleare.

Noi de La Casa green ne abbiamo già prenotato uno per quando sarà messo sul mercato per uso domestico perchè la nostra attenzione è costantemente rivolta alla salute del nostro pianeta; vogliamo contribuire fin da subito a ciò che apparentemente sarebbe davvero in grado di chiudere un capitolo importante e di riaprirne un’altro indiscutibilmente più green e, se lo stato non sarà furfante come ha dimostrato di essere, sicuramente più economica.

Complementi arredo all’expo casa di Torino 2012

13 marzo 2012 Lascia un commento

Dopo alcune settimane di lavoro intenso sul portale, siamo doverosamene tornati su La Casa Green per condividere con voi alcuni scatti fatti all’expo casa di Torino. Pezzi di arredamento davvero unici nel loro genere, peccato che le foto non sempre rendano la meritata giustizia.

Abbiamo iniziato con una serie di scatti a librerie piuttosto moderne e queste sono quelle che ci hanno colpito forse di più in assoluto per la loro particolarità, anche se con questi profili e angoli di appoggio, diventa apparentemente complicato sistemare dei libri in modo ordinato.

Abbiamo ancora catturato alcuni pezzi formidabili di complemendi di arredo quali tavoli e sedute davvero particolari ed alcuni doverosi scatti anche alle sedute ergonomiche da ufficio, con una comodità che a mio giudizio debba essere provata per rendersi conto del comfort che offrono, alcuni divani dalle linee molto essenziali ed un prodotto credo unico, che ha veramente dell’incredibile, interamente realizzato in filo di acciaio.

E per il momento chiudiamo la carrellata con la nostra selezione di particolari di arredamento che in particolare hanno colpito la nostra attenzione. Abbiamo altri scatti interessanti sulle cucine e su alcune novità presentate anche da aziende aderenti al nostro servizio offerto di ricerca per alla provincia di Cuneo.

Case in bioedilizia del 2020, qualche riflessione e il parere dell’architetto

15 febbraio 2012 Lascia un commento

In questi giorni il nostro paese ha vissuto una emergenza legata al maltempo che ci ha coinvolti un po tutti. Abbiamo assistito a situazioni più o meno gravi sulla viabilità, ma non sono mancate le problematiche sul riscaldamento delle abitazioni, che in molti casi si è tradotta in evaquazione, per cause dirette o indirette. A questo proposito è stato pubblicato un articolo che in qualche modo ci ha fatto riflettere sul percorso intrapreso con la ‘Casa Green’.

All’aspetto energetico della nostra futura abitazione, ricordiamo che è stato abbinato il sempre più diffuso e delicato tema della bioedilizia, quale ineguagliabile valore aggiunto della casa, non solo per la sua ecosostenibilità, ma soprattutto per la salubrità che ne acquisirebbero i suoi ambienti interni.

A tal proposito abbiamo fatto una domanda al nostro architetto Luca, chiedendo il suo punto di vista in merito al legame tra la bioedilizia e la salute dell’uomo all’interno della casa; vediamo insieme cosa ha risposto:

Noi italiani trascorriamo il 90% della nostra vita in ambienti interni dove una minima concentrazione di agenti inquinanti è sufficiente per compromettere la nostra salute. La scelta di materiali naturali per una casa è fondamentale per un clima abitativo salubre e confortevole; si sente parlare molto di risparmio energetico, di case a basso consumo e di bioedilizia, concetti sicuramente importanti che però spesso sono utilizzati in modo inopportuno, per scopi commerciali senza considerare la salute della persona.  Per costruire una casa sana ed “ecologica”, bisogna costruirla con materiali naturali, ecocompatibili e completamente sostenibili per le generazioni future. L’attenzione deve oggi cadere sulla composizione degli isolanti, intonaci, muri, vernici e colle, materiali che con il passare del tempo rilasciano sostanze inquinanti negli ambienti interni. Le proposte progettuali di una casa ecologica, devono considerare tutti gli aspetti bioclimatici, atti ad ottenere edifici in grado di minimizzare il consumo di energia richiesta, utilizzando materiali ecologici e soprattutto non dannosi per le persone.

Arch. Gialuca Barbero

Ringraziandolo per la sua disponibilità, torniamo a rimarcare le nostre attenzioni, sempre più vicine a questi temi. Il nostro ‘sogno nel cassetto’ è di poter vivere circondati da tutto ciò che la natura è in grado di offrirci ovvero il legno, la sabbia, le fibre naturali per gli isolamenti, escludendo del tutto o quasi, il maggior numero di prodotti composti da prodotti chimici.

Siamo obiettivi e consapevoli del fatto che la nostra società è strettamente dipendente e circondata di questi derivati; basterebbe ipotizzare di far sparire per un attimo dalle nostre case, tutto ciò che è composto in parte o totalmente di plastiche varie e vi rendereste conto di quanto si svuoterebbe. Non rimarrebbe nemmeno il 50% di ciò che avete oggi vi circonda, niente più computer, dispense praticamente vuote o quasi e via buona parte degli arredamenti, probabilmente anche la sedia su cui siete seduti. Quindi è doveroso fermarsi a riflettere, cercando di ‘pensare avanti’ con l’obiettivo di compiere poco a poco qualche piccolo ‘passo indietro’.

I principi della progettazione Feng Shui

6 febbraio 2012 Lascia un commento

Come anticipato nei precedenti articoli, abbiamo mantenuto la promessa e siamo tornati a parlare dell’argomento Feng Shui, uno dei temi più ‘gettonati’ e cliccati del 2011 tra le pagine del web. Il nostro progetto per la Casa Green ha infatti intrapreso questa strada ed abbiamo così ricercato e trovato in un saggio realizzato da esperti di questa progettazione, una spiegazione semplice e significativa sui quali si fondano i principi basilari della progettazione Feng Shui.

Vi avevamo lasciati in attesa di un responso ufficiale dell’analisi fattache come già anticipato, aveva dato un esito positivo sia per me che per Anna, ma per alcune revisioni progettuali è stato rivisitato ed ora dovrebbe trovarsi in fase di ultimazione. Lasciamo così spazio a questo ‘saggio’ tratto da testi interessanti che abbiamo letto su questa affascinante filosofia del progettare.

I principi del Feng Shui
Nel mondo cinese tutte le discipline artistiche e scientifiche vengono definite Arti, volendo con ciò proprio sottolineare l’attenzione a tutti gli aspetti dell’uomo, siano essi fisici, intellettivi, emozionali e spirituali, in ogni emanazione della natura. Per questa ragione con il termine Feng Shui si intende l’Arte cinese che si interessa dell’indagine, dello studio ed armonizzazione delle energie presenti in un luogo in rapporto alle persone che in esso vivono, tenendo conto di molteplici aspetti, architettonici, geologici, medici, astrologici, astronomici, artistici, psicologici, senza dimenticare il valore affettivo che il focolare domestico ha per ognuno.
Letteralmente il Feng Shui è la trascrizione di due ideogrammi che indicano rispettivamente Vento (Feng) e Acqua (Shui), intesi non solo come elementi naturali, ma come motori dell’Energia Universale. Vento e Acqua sono, in effetti, gli elementi che determinano la presenza o meno, della vita su tutta la superficie terrestre ed è importante che siano entrambi presenti e in equilibrio, perché vi sia armonia in un determinato luogo.

I principi della progettazione feng shui

Tutto il mondo cinese infatti, rispecchia in maniera fedele il mondo naturale ed i processi che in esso avvengono. La vita ha origine nell’acqua e si sviluppa grazie all’acqua; noi nasciamo nell’acqua, il nostro corpo è costituito per la maggior parte di Acqua e il pianeta su cui viviamo è prevalentemente coperto dall’acqua. Le grandi civiltà del passato hanno avuto origine vicino all’acqua che ne ha consentito lo sviluppo, mentre nei deserti, dove la presenza dell’acqua è molto rara, la vita è pressoché inesistente o difficoltosa. Se l’Acqua rappresenta la vita, il Vento rappresenta l’energia che muove la vita.

L’assenza di vento provoca il ristagno e nell’acqua stagnante la vita non si sviluppa, ma muore, creando le paludi, dove proliferano le malattie. All’opposto un vento eccessivo crea con l’acqua le mareggiate, i tornado, le alluvioni, che rappresentano la distruzione della vita e non il suo prosperare. E’ quindi necessario che Vento ed Acqua si trovino in equilibrio perché esista l’armonia naturale della vita.

Questo è quanto di più significativo e semplice abbiamo trovato sotto forma di testo, affinché fosse semplice da comprendere per tutti, quali siano i principi basilari dell’arte originaria del sol levante, nella speranza di aver espresso in poche ma precise parole, le nostre motivazionie poter condividere e giustificare la scelta di realizzare il nostro ‘habitat’ non per la modernità del termine, ma per la fondamentale importanza che ricopre il significato di queste parole.

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